IL MOSAICO

 

 

 

Alla ricerca dell'origine del nome MOSAICO

Le parole italiane mosaico e musivo, le francesi mosaïque e musif, l'inglese mosaic , la tedesca mosaik derivano dal latino musaicum e musivum che in genere sono fatte provenire più o meno direttamente dalla parola greca ??US?.

La Musa greca a sua volta discenderebbe dalla radice indoeuropea men che indica i moti dell'intelletto.

Ma qualcuno ipotizza che possa derivare da Mosè, tratto dalle acque.

Quel che è certo è che il più antico splendore dell'arte del mosaico si registra in Alessandria nel centro dell'ellenismo dove Moscè diventava ?ous??.

 

Vari generi dell'arte musiva

Il materiale

la forma delle pietre tagliate

la grandezza

sono gli elementi fondamentali che differenziano i generi del mosaico.

 

OPUS SIGNINUM

 

Era l'antica pavimentazione a base di calce e coccio pesto nella quale si inserivano tessere molto distanziate per formare semplici disegni geometrici. Era usato soprattutto nelle regioni delle colonie greche e a Roma in epoca repubblicana. (vedi figura 1)

Figura 1

 

OPUS TESSELLATUM

E' l'opera musiva pavimentale formata da cubetti ( TESSELLAE) di dimensioni abbastanza grandi a volte fini a 2 cm di lato.

Il materiale usato era la roccia il marmo e qualche volta il cotto.

Le figure geometriche ( il triangolo, il quadrato, il rombo, l'esagono, la stella, il cerchio, il segmento di cerchio…) composte con tessere cubiche, appaiono ravvicinate o intrecciate in composizioni che vanno dalle più semplici alle più complesse.

 

Figura 2

 

OPUS VERMICULATUM

Si chiamano VERMICULATA le composizioni che rappresentano persone, animali, oggetti e che si caratterizzano per le loro tessere molto minute.

L'opus vermiculatum si trovava nelle parti più delicate e "preziose" della composizione ed si poteva ammirare nelle più belle ville romane.

L'artista usava tessere piccole o addirittura minutissime con un'infinita varietà di colore che permetteva tutte le possibili sfumature e passaggi di colore; si possono contare fino a 65 tessere per cm quadrato.

Figura 3

 

OPUS SECTILE ( TARSIE)

Adoperato soprattutto nelle pavimentazioni, è costituito da lastre di marmo di varie forme ma di uguale spessore affiancate le une alle altre su letto di legante costituito da malta e pozzolana.

 

Figura 4

 

PAVIMENTUN SCUTULATUM

Il termine "scutulum" indica i ritagli di corteccia di forma pressoché quadrata che servivano nelle operazioni innesto delle piante, nei pavimenti indica, quindi, quelli con inserti di pietra, roccia o marmo di varia grandezza, forme e colore su un fondo battuto. Se si escludono i "signini", gli "scutulata" sono i pavimenti più antichi che si conoscono e si trovano numerosi a Roma, Pompei Ercolano.

 

 

Figura 5

 

OPUS RETICULATUS

 

A Roma, dal periodo repubblicano in poi, le strutture murarie e pavimentali furono composte da elementi in pietra disposti a "tessiture" e disegni differenti.

Reticulatum si chiama una composizione molto curata di elementi sistemati i verticale o in diagonale (inclinati).

 

Figura 6